martedì 28 giugno 2016

ESERCIZI DI MERAVIGLIA


 ESERCIZI DI MERAVIGLIA
di VITTORIA BARUFFALDI


Per essere madri bisogna imparare
a guardare il mondo
con la filosofia di un bambino.
Ma... Cosa hanno in comune 
la filosofia e i bamibni?
La meraviglia!

martedì 7 giugno 2016

GIUGNO: la qualità è il fattore più importante

Ciò che ti ho raccontato sulla nascita e la diffusione della scuola ha evidenziato il ruolo dalle scuola come "trampolino di lancio" verso il futuro.
Cosa che tu hai giustamente messo in discussione con la tua osservazione sulla difficoltà di trovare un lavoro.

Ma non ti ho detto ancora nulla sugli elementi che, proprio oggi, nel mondo contemporaneo così complesso e caotico, costituiscono il vero tesoro della scuola. Quello che ci porta a dire che la scuola è importante. Ancora. Anche oggi!

Abbiamo parlato di quantità (quanti anni di studio) ma non della qualità dell'istruzione cioè: cosa studio? come studio? con chi? con quale scopo? per ottenere quali risultati?

La QUALITA' della scuola dipende da molti fattori:

1) dallo stato che finanzia e organizza i cicli di istruzione
2) dai docenti che insegnano
3) dagli strumenti a disposizione per imparare
4) dal rispetto che noi genitori abbiamo per questo servizio importantissimo dato ai nostri figli e per le persone che lo forniscono

e soprattutto...

5) dalla curiosità, dalla voglia di imparare e diventare grandi di voi ragazzi e dalla vostra capacità di capire il senso di quello che fate insieme ai vostri compagni e ai vostri insegnanti.



giovedì 2 giugno 2016

70° ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA ITALIANA


Il 2 giugno 1946, al termine della 2°guerra mondiale e della caduta del regime dittatoriale fascista, gli italiani furono chiamati a votare. 
Fu un giorno speciale, non solo perché venne scelta la repubblica, ma perché per la prima volta nella storia poterono votare tutti gli italiani, uomini e donne, senza distinzioni.


Buona festa della repubblica a tutti



martedì 31 maggio 2016

LETTERA DI UNA PROFESSORESSA AI SUOI STUDENTI



Insegno alla "scuola media" (tutti la chiamano ancora così) e incontro ogni giorno molti ragazzi -dagli undici ai quattordici anni- che passano almeno cinque ore fra i banchi. 

Alcuni tentano letteralmente di sopravvivere, arrabattandosi tra regole, materiali, lezioni, compiti, laboratori e insegnanti. Per loro il momento migliore probabilmente è l'intervallo...
 
Altri sono convinti di essere in un ambiente nemico e si preparano alla guerra con atti di disturbo che possono a volte trasformarsi in azioni provocatorie o vandaliche. Sono ragazzi che a modo loro stanno cercando di crescere. Solo lo stanno facendo, come dice il proverbio africano, "con molto rumore".

La maggior parte dei ragazzi invece vive la scuola come un banco di prova, cercando di soddisfare le aspettative dei genitori più che le proprie. 


Il percorso di un ragazzo di questa età non è facile 
perchè si trova proprio nel mezzo della sua personale metamorfosi 
da bambino a uomo ( o donna).


 Purtoppo noi adulti tendiamo spesso a dimenticarci di questo. 


Ci sono infine anche ragazzi che vivono l'esperienza dell'apprendere con passione ed entusiasmo, con la voglia di scoprire e di confrontarsi, di capire e di esprimere  se stessi e il proprio pensiero, di diventare capaci di autonomia. 

È una soddisfazione incontrarli, anche se la soddisfazione maggiore per me resta quella del vedere nascere l'interesse dove prima c'era la stanchezza o la passività.


Quando invito i ragazzi a riflettere sul loro percorso di apprendimento, scopro con soddisfazione che la scuola li ha aiutati molto.  


Gran parte dei miei studenti dicono che a scuola hanno imparato 

a pensare, a scoprire il mondo, 
a non essere troppo impulsivi nel giudizio, 
a rispettare gli altri, 
a cercare di capirli, 
a dare importanza alle parole, 
a impegnarsi per raggiungere un obiettivo,
 ad avere delle mete... 

 E non necessariamente si tratta di ragazzi con le valutazioni disciplinari più alte.


 
(illustrazione di Nicoletta Costa)



Chi lascia una scuola conclude un'esperienza che lascerà sicuramente un segno nella propria vita. 

Il mio pensiero va a tutti i ragazzi che stanno per affrontare gli esami.

Sarebbe bello andare via con lo sguardo sereno di chi vede ciò che di positivo ha vissuto, di chi si rende conto della cura che gli è stata rivolta dal personale della scuola: dai bidelli che sempre si prendono cura dei ragazzi , soprattutto nei momenti in cui questi sono più fragili (quando stanno male, quando per vari motivi devono chiamare casa..), dai docenti che hanno curato - ciascuno con il proprio stile- la loro crescita cognitiva e personale, dagli esperti incontrati in occasioni particolari...

Crescere significa trasformare i vari momenti della vita in esperienze, ricordando che si diventa grandi quando si riconosce l'altro con quello che ci ha dato, si dice grazie e si comincia a "restituire".

Quindi un "in bocca al lupo a tutti"... e date sempre il meglio di voi.



Paola

martedì 17 maggio 2016

EDUCARE E’ UN COMPITO DELLA COMUNITA’


Cosa significa educare? A chi spetta questo compito?

Educare deriva dal latino educĕre, ossia «trarre fuori, allevare». Significa “tirar fuori” dai bambini tutte le loro potenzialità, i loro talenti e svilupparli. Comprendere le loro predisposizioni e aiutarli nel lungo cammino di crescita finché non diventeranno adulti capaci di vivere nel mondo e di stare con le altre persone. Finché non diventeranno felici della loro vita, del lavoro che svolgono, orgogliosi della loro cultura ma anche aperti allo scambio e alla condivisione.

Educare significa allevare, far crescere e questo compito spetta alla famiglia, alla scuola e a tutta la comunità. Tutti noi, infatti, contribuiamo in qualche modo alla crescita dei bambini.


Illustrazione Nicoletta Costa


Si sempre chiesto alla scuola di essere educante, professionale, tollerante, accogliente, solidale e di garantire una buona istruzione. Peccato che fuori dalla scuola gli esempi per alunni e studenti siano distruttivi del lavoro che la scuola fa.

Che esempi hanno i ragazzi al di fuori della scuola?

E parlo dei genitori ovviamente ma anche dei modelli proposti dalla televisione e dei politici italiani. 

Siamo tutti responsabili dell’educazione dei bambini e dei ragazzi
La comunità intera è responsabile: dalla persona maleducata che non saluta, da quella che non rispetta la fila alla posta, di quella che non lascia il posto sul tram a una donna incinta o un anziano, a quella che butta i rifiuti in strada.

Dove i ragazzi imparano l’onestà se noi siamo i primi a non essere onesti? A non essere gentili o educati?

L’educazione, il rispetto delle regole, la solidarietà, la tolleranza devono essere prima di tutto esercitate dai soggetti pubblici, dai media, dalla suola e dagli stessi genitori.

Negli ultimi anni è venuto meno il rapporto tra genitori, insegnanti e ragazzi della scuola di oggi.
E’ necessario ricostruire quest’alleanza tra genitori e scuola e tra la società tutta perché, solo con l’impegno di tutti, i nostri figli possono crescere bene, serenamente.


Dobbiamo fare ognuno di noi, ogni giorno, il nostro dovere di cittadini.


Illustrazione Nicoletta Costa

martedì 3 maggio 2016

MAGGIO: Ma se tutti studiano, cosa fa la differenza?

"Si però noi oggi dobbiamo andare a scuola per un sacco di tempo... e non è divertente!
E poi non sempre troviamo un lavoro, anche se abbiamo un diploma o una laurea".

Quante domande! Non so se arò in grado di rispondere a tutto. Vediamo di affrontare un argomento alla volta, con calma e con ordine. 
Cominciamo con il tempo dedicato alla scuola.

E' vero, oggi, da noi, tutti (o quasi tutti) vanno a scuola. Forse abbiamo dimenticato perchè, ma noi genitori ci mandiamo i nostri figli. Anzi, siccome tutti ci vanno, continuiamo ad aggiungere anni di studio e corsi di perfezionamento al curriculum di base proprio per "fare la differenza"... sperando che conterà qualcosa nel mondo complicato in cui ci troviamo a vivere!

Infatti, in una società complessa come quella attuale, è molto importante possedere quelle competenze e abilità di base che ci permettono di orientarci nel mondo e di intraprendere un'attività lavorativa che ci soddisfi.





Ma, se tutti studiano, 
se tutti studiano per molti anni, 
se tutti hanno un diploma, una laurea, un master...
Cosa fa la differenza??
Ha davvero ancora senso andare a scuola?? 

giovedì 28 aprile 2016

L'ARTE COME CURIOSITA'


In milioni hanno visto la mela cadere, 
ma Newton è stato quello che si è chiesto perché.
(Bernard Baruch)
                                                                                                            

La curiosità nasce dalla consapevolezza di ciò che si conosce e dal desiderio di ampliarla.



I bambini sono curiosi per natura: hanno davanti ai loro occhi un mondo tutto da scoprire e si adoperano per trovare le risposte alle loro domande.


L’arte alimenta questa loro propensione. 



Il bambino, di fronte a quadro, si pone delle domande e capisce per avere delle risposte deve imparare a guardare attentamente. Allora inizia a osservare il quadro nella sua interezza. Guarda i colori che sono stati usati. Poi si avvicina e scopre nuove piccole figure all’interno del quadro che a prima vista non si notavano.


Un buon esempio è il quadro di Gauguin Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?.

 Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?, Paul Gauguin, 1897, olio su tela.




Questo quadro presenta tantissime figure femminili in pose diverse. Le prime domande che sorgono in noi e nei bambini sono: Chi sono queste figure? Che cosa stanno facendo?


Si parte così a indagare il quadro. Contiamo il numero delle persone raffigurate. Notiamo la presenza di un neonato, una ragazzina, di donne di età diversa e una vecchia. Scopriamo che queste figure rappresentano le fasi della vita di ognuno di noi. Poi ci soffermiamo sulla statua blu, simbolo del divino e della spiritualità. Contiamo il numero di animali. Guardiamo i colori e il paesaggio. Scopriamo il mare sullo sfondo.

Osservazione, memoria, immaginazione, analisi, pazienza, tempo. Curiosità. Queste sono le qualità che l’arte aiuta a sviluppare.



Avete mai visto i disegni delle macchine di Leonardo da Vinci?






I suoi disegni sono ricchi di dettagli, appunti, schemi di funzionamento.

Leonardo è un eroe della curiosità. Ci insegna che bisogna occuparsi da vicino delle cose e guardare ciò che abbiamo davvero di fronte.




L’arte, quindi, ci ricorda il valore degli avvenimenti quotidiani che con il tempo sono diventati routine. Amplia l’immagine che abbiamo di noi e del nostro mondo e ha il potere di rendere omaggio alla vita di tutti i giorni.


Non dobbiamo smettere di essere curiosi, di porre domande, perché 
la curiosità ci aiuta a dare importanza alle piccole cose di ogni giorno che restituiscono bellezza alla nostra vita.





Cosa possiamo visitare?

1) MUPIC -Museo delle Pietre Coti: questo piccolo museo si trova a Nembro e organizza ogni domenica dei bellissimi laboratori didattici per bambini su fossili, rettili, scimmie.


2) LEONARDO 3: si trova in Piazza della Scala a Milano. Qui potete scoprire il Leonardo inventore e guardare dal vivo le sue macchine: il Sottomarino meccanico, la Macchina del tempo, la Macchina volante e tante altre ancora. Poi potete divertirvi a ricostruirle, passo dopo passo.

3) CASTELLO DI MALPAGA: Domenica 1 MAGGIO l'Antica Piazza d'Armi del Castello di Malpaga sarà aperta gratuitamente per una giornata dedicata all'artigianato e all'hand-made.
Ci saranno anche zone picnic, punti ristoro e un'area bimbi per permettere di trascorrere a grandi e piccoli una bellissima giornata di primavera all'aria aperta.

4) VILLA DEL BALBIANELLO: una delle più belle ville del Lago di Como. Nel XVIII secolo era il punto di ritrovo di letterati e viaggiatori. Circondata da un panorama mozzafiato, la villa ospita suo interno il Museo delle Spedizioni di Guido Monzino.
Voluta nel XVIII secolo dal cardinal Durini, nel tempo ha ospitato letterati e viaggiatori che qui hanno trovato ispirazione. Uno splendido giardino circonda la Villa, che custodisce preziosi arredi e il Museo delle Spedizioni di Guido Monzino, ultimo, illuninato proprietario. - See more at: http://www.fondoambiente.it/cosa-facciamo/Index.aspx?q=villa-dei-balbianello-bene-fai#sthash.7DFGBz1R.dpuf