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giovedì 29 maggio 2014

Il sole, un essere vivente!

In classe, ora di scienze. La maestra ha spiegato il ciclo vitale e ora cerca di capire se i bambini hanno compreso la differenza tra esseri viventi ed esseri non viventi. Un esempio di essere non vivente: sasso. Bene. Un esempio di essere vivente: il sole.
Come? Il sole? Sì, il sole nasce, all'inizio del mondo, cresce quando è mezzogiorno, ora è molto vecchio. E un giorno muore. E morirà anche la terra con lui.
E chi ti ha detto tutte queste cose?
Il papà.

Cari papà, ci sono i tempi per ogni notizia. Per un bambino di seconda elementare, il sole potrebbe restare tra i non viventi?!


(Alice)

lunedì 5 maggio 2014

Animali domestici

ANIMALI DOMESTICI

Mamma, lo sai che a scuola abbiamo studiato la differenza tra animali domestici e animali selvatici?
Gli animali domestici sono utili all'uomo per la compagnia, per il cibo e per il lavoro nei campi. L'uomo gli dà cibo, riparo e cure.
Mamma, ma allora se costruiamo una cuccia grande per un leone e gli diamo da mangiare abbiamo un leone domestico?

(Alice)

martedì 29 aprile 2014

Chi non mangia la carne?

CHI NON MANGIA LA CARNE?

Papà, lo sai che la mamma di Luigi non mangia la carne? Perché ha detto che la carne è degli animali, che sono esseri viventi, come noi praticamente, quindi lei non li mangia.
Io gli ho detto a Luigi che mangio solo la cotoletta. E che gli uomini non li mangio, anche se sono animali.
Luigi mi ha detto che quelli che non mangiano la carne, come la sua mamma, si chiamano VE-GE-TA-LIA-NI. Mangiano infatti solo i vegetali.


(Alice)

martedì 8 aprile 2014

La fatica dei bambini

LA FATICA DEI BAMBINI

Mattia è a scuola. Tutti i suoi compagni stanno completando una scheda. Lui fa le pistole con i pastelli e la colla. Psiuu, bang, bum, fiiii...La maestra lo richiama: Mattia, smetti di giocare e vai avanti con il lavoro sugli aggettivi. Forza Mattia!
Il bambino le chiede di avvicinarsi. Maestra, lo sai che io non ci riesco a fare la scheda?  Sono stanco.
Ma Mattia – interviene la maestra – anche gli altri sono stanchi.
Sì, ma io sono il più stanco di tutti. Ho appena fatto la guerra non vedi?

Alla fine Viola ha ascoltato il discorso dei due e chiede: Maestra, ma quando finisce la guerra di Mattia?
(Alice)


venerdì 28 marzo 2014

A lezione di geometria

A LEZIONE DI GEOMETRIA

Durante l'ora di geometria, terza elementare, si spiegano cose complicate. Riccardo deve ripetere alla maestra ciò che ha capito.
Dunque...ci sono le semi...semifredde. Sono delle linee dritte.
Tutti ridono e il suo compagno di banco aggiunge: linee dritte gusto limone!
Riccardo procede: e poi ci sono i semipiani...no, i semipiaci!
Tutti ridono, di nuovo. Anche la maestra ride. Non ci aveva mai pensato. Stasera lo racconterà a casa dicendo:
lo sai che i miei bambini sono i miei maestri migliori?

(Alice)

mercoledì 19 marzo 2014

La mamma ideale

LA MAMMA IDEALE

Mamma, lo sai che a scuola abbiamo dovuto scrivere dei pensieri sulle mamme?

Pia ha scritto che la sua mamma è cattiva quando non gli fa vedere tanti cartoni.
Marco ha scritto che la sua mamma è buona quando lo aiuta a colorare le schede di compito.
Charity ha scritto che la sua mamma è cattiva quando la obbliga a mangiare tutti gli spinaci, che a lei gli spinaci non piacciono.
Marta ha scritto che la sua mamma è buona quando compra i dolcetti per dopo cena.

E tu, cosa hai scritto?

Io ho scritto che la  mia mamma è buona quando non vuole sapere i miei segreti, tipo questo.


(Alice)

venerdì 14 marzo 2014

Razzismo, what's razzismo bis

RAZZISMO, WHAT'S RAZZISMO BIS

Nello spogliatoio della palestra, bambini grandicelli, quinta elementare, parlano tra loro.

Tee...ma lo sai che il campionato italiano non è più italiano? Ha detto il mio papà che dovrebbe chiamarsi campionato dei neri. Però io gli ho risposto che se non c'erano i neri l'Inter non vinceva nemmeno una partita.

E poi, digli a tuo papà, che Inter vuol dire Internazionale. È logico che ci sono i neri, se no che internazionale è???

(Alice)


lunedì 10 marzo 2014

Le filastrocche

LE FILASTROCCHE

Papà, lo sai che io a scuola studio le filastrocche? Le filastrocche filano, sono un po' sciocche e hanno le rime. Per questo si chiamano fila-strocche. Lo sai che io ne ho inventata una? Te la dico.

Se piove mangio le uove,
se c'è il vento mangio lento,
se c'è luce mangio le bucce,
se c'è la neve mangio su una nave.

So che qualche rima è un po' sbagliata. In verità volevo solo dire alla maestra che mi piacerebbe fare il pirata, da grande.
Dici che si capisce?


(Alice)

martedì 18 febbraio 2014

Tempo della mamma, tempo del papà

Mamma, tu lo sai dividere bene il tempo?
Sì, ci sono i minuti, le ore...
Ah, sì. Ma intendevo un'altra cosa. Fa niente. Mamma, è vero che oggi è il giorno in cui sto con il papà?
Sì, ti viene a prendere tra poco.
Mi ha detto che andiamo a fare un giro con l'autobus e poi a giocare a calcio. Però gli devo dire una cosa importante.
Che cosa?
Eh...non so se te lo posso dire...Gli devo dire che il prossimo sabato non può venire a prendermi.
E perchè?
Perchè poi viene il tuo amico nuovo, che pure lui porta qui i suoi bambini. Poi i suoi bambini per 15 giorni sono con la loro mamma vera, non tu, e io non li posso più vedere. Se vuoi che diventiamo un po' fratelli è meglio che gioco con loro il prossimo sabato.
O no?
Mamma, tu lo sai dividere bene il tempo?

(Alice)

martedì 11 febbraio 2014

Si possono fare due cose nello stesso momento?

Papà, lo sai che io da grande voglio fare o lo stilista o il tennista.
Che belle idee, e come ti sono venute?
Perché io disegno già i vestiti, con le mie compagne, sul libro della moda, all'intervallo. Però poi voglio fare anche il tennista perché faccio quello sport.
Solo che non posso farli tutti e due.
Perché? Chiede il papà.
Perché se alla domenica ho la sfilata e anche la partita?? Come faccio a essere in due posti nello stesso momento?

(Alice)


venerdì 7 febbraio 2014

Tempo perso bis

Mamma lo sai che ho inventato un gioco nuovo?
Sì, ma adesso è ora di riordinare.
Ma mamma, ma ho inventato proprio un gioco nuovo!
Sì, ma adesso è ora di cena e non c'è tempo da perdere, arriva papà e devi riordinare.
E va bene, allora il gioco nuovo quando lo vedi?
Quando c'è più tempo, magari domani.
Domani, domani...la maestra ha detto a storia che il tempo non può tornare indietro, quindi il gioco nuovo non si può vedere domani. E poi: quando arriva domani in questa casa?!

                                                                                                                                                        (Alice)


Tempo perso

Papà, lo sai che la maestra mi ha detto che non si deve perdere tempo. Cosa vuol dire?
Il papà risponde: - Significa che occorre impegnarsi, lavorare, scrivere, colorare. Fare quello che ci viene chiesto senza distrarsi. Ricordati, l'ozio è il padre dei vizi.
Ah già, l'ha detto anche la maestra. Però, se l'ozio è il papà dei vizi lui gli vorrà bene ai suoi vizi e dunque saranno vizi buoni. Dici che è proprio terribile perdere un po' di tempo tutti i giorni? Magari io di vizio divento esploratore!

(Alice)

lunedì 3 febbraio 2014

Straniero, what's straniero?

Papà, lo sai che oggi all'intervallo ho giocato a lupo?
Bellissimo, e con chi hai giocato?
Oggi, con Mohamed, Maria e Ndiasse. Poi è arrivato Arian, ma è suonata la campana e quindi abbiamo finito il gioco.
Ma i tuoi compagni sono tutti stranieri?
No papà, loro sono bambini.


(Alice)

lunedì 27 gennaio 2014

I verbi dei bambini

I verbi dei bambini

Classe terza. Interviene Antonio:
Maestra, maestra, io i verbi li ho studiati. Mi interroghi?
D'accordo. Adesso ti chiamo.
Antonio va alla lavagna e, diligente, comincia a ripetere: io sono, tu sei, egli è, noi siamo, voi siete, essi sono
Poi la maestra chiede: adesso, trapassato remoto.
Antonio ci pensa un momento e comincia, incerto: io fui stato, tu fui...tu fu...stat...tu...
Si gira, guarda la classe, non se lo ricorda. Ci riprova: io fui stato, tu fu-stacchio, egli fusto...Maestra, mi interroghi anche domani?


(Alice)

lunedì 20 gennaio 2014

Perché non cambiamo prospettiva?

Anita, due anni, è lì, in ascolto della zia Laura che le descrive i personaggi del presepio. Ne ha visti tanti, ma osserva sempre stupita. C'è il pastore con tante pecore, una pure con la gamba rotta. Poi c'è la donna con il velo che fila, e poi l'asino e la mucca, sì, il bue, e quello che cuoce le castagne.
Zia - interviene Anita - hai visto cosa c'è sopra la capanna?
Sì, l'Angelo. E, guarda, ha una fascia tra le mani con scritto 'Benvenuto Gesù'.
Anita è perplessa, poi osserva meglio e dice:
Ma zia non hai capito, l'Angelo salta con la corda!


(Alice)

mercoledì 15 gennaio 2014

I calendari

Papà lo sai che la maestra ci ha raccontato che il calendario che usiamo noi non lo usano in tutto il mondo? Subito Antonio, che lo sai che fa sempre ridere tutti, ha detto: logico se ce l'abbiamo noi in classe come fa a usarlo tutto il mondo?!
Infatti abbiamo riso tutti, ma la maestra non tanto. Allora ci ha rispiegato che altri paesi contano i giorni in altri modi, e hanno altre feste e restano a casa da scuola in giorni diversi da noi...
Allora Antonio ha di nuovo alzato la mano e ha detto: ma come si fa allora a incontrarsi con uno che ha un calendario diverso senza sbagliare giorno?
Nessuno ha riso questa volta, perchè la domanda era proprio difficile. Lo sai chi l'ha risolta? Marco, ovvio. E ha detto: Semplice, dici al tuo amico che vive in un altro posto del mondo che tu arrivi un certo giorno e se il suo calendario è un po' indietro tu lo aspetti qualche giorno, e fai un giretto nel suo paese.
E se il suo calendario era un po' avanti?
Eh  beh, farà un giretto il tuo amico!


(Alice)

lunedì 13 gennaio 2014

Quest'anno facciamo finta che...

Mamma, lo sai che a scuola abbiamo fatto un gioco? Un gioco che si chiamava "quest'anno facciamo finta che...". Dovevamo pensare a una cosa speciale che volevamo avere o fare durante quest'anno nuovo. Anche una cosa di fantasia, o da grandi, o da piccoli. Era un gioco in cui potevamo anche andare avanti e indietro nel tempo. Marta ha detto che lei quest'anno vuol far finta che sua sorella piccola che piange sempre sia già grande, così non piange più e non sputa il cibo sul seggiolone e la mamma non grida. Gianluca ha detto che lui quest'anno fa finta che è bravo a scuola e fa tutti i compiti e la maestra non grida. Io ho detto che quest'anno faccio finta che l'inverno finisce subito e si può già andare in vacanza e la scuola è già finita così siamo tutti contenti e il papà non va al lavoro e non è stressato e non grida più.
Allora si è alzato Marco e ha detto: maestra, quest'anno facciamo finta che nessuno più grida?
Io lo dico sempre che Maro capisce più di tutti.


(Alice)

martedì 7 gennaio 2014

Quando cambia l'anno

Papà, lo sai che io compio 7 anni il 7 gennaio? È una combinazione, come un codice segreto, 7 – 7. Però succede solo una volta, quest'anno, perchè poi l'anno prossimo di anni ne compio 8 e non c'è più la combinazione.

Il papà interviene: Capiterà anche che compirai 17 anni il 7 gennaio, e anche 77 anni il 7 gennaio.

77?? Set-tan-ta-set-te il set-te. Impossibile, è troppo lontano.

É lontano, ma il tempo passa e tu diventerai grande, arriverà anche quella combinazione

Papà, compiere 77 anni è lontano come andare da qui al mare o di più? Pensi che so camminare fino lì?
Tu ci vieni con me?


(Alice)

martedì 31 dicembre 2013

Tutti sbagliano

La maestra in classe legge. E poi chiede ai bambini di rispondere a una domanda sul libro. Ma le risposte proposte sono tutte e tre sbagliate. Interviene Giulio: Ma maestra c'è un errore. Non c'è scritta la cosa giusta.
Ebbene sì, dice la maestra, tutti possono sbagliare. Anche i libri. E anche i grandi e anche la maestra e anche gli alunni e anche i professori e anche i dottori.

Interviene Carlo: spero che il dottore non sbagli quando uno ha una malattia grave e gli chiede la cura. Certo, meglio è se si sbaglia nelle altre cose, tipo me che metto i calzini al rovescio e nessuno si ammala per questo.

Regali e mestieri

C'è una bambina, timida timida, sorride sempre, ma non parla quasi mai.
Per regalo, a Natale, ha chiesto un microfono, di quelli con l'asta e il filo. Si può staccare e ci si può andare in giro per casa a cantare e registrarsi.
C'è un bambino, agitatissimo, sempre in movimento, corre, salta, briga e disfa.
Per regalo ha chiesto uno scheletro da scienziato per scoprire il corpo umano.
La bambina timida mi ha detto che da grande vuole fare la cantante. Il bambino scalmanato ha detto che ancora non sa che mestiere farà, ma pensava al paleontologo. O anche archeologo. O anche lo scrittore.


Che i bambini sappiano meglio dei grandi qual è la loro strada?