"Mamma, Papà... Io non voglio fare il vasaio o il pastore. Io voglio diventare un informatico".
Sai tesoro, hai detto una cosa interessante.
Col passare dei secoli, le società si sono trasformate fino a diventare sempre più organizzate, articolate e complesse. Nel tempo i lavori sono cambiati e le scelte per il futuro sono diventate più numerose.
Per imparare tutto quello che serviva al proprio lavoro non bastavano più le conoscenze dei nonni o di mamma e papà. Ci voleva un maestro, anzi più maestri. Occorreva del tempo specifico per imparare cose sempre più complicate, servivano strumenti (ad esempio libri) e spazi pensati proprio per questo.
Per secoli solo alcuni hanno potuto dedicare tempo alla scuola, cioè a quel tempo "libero" da lavoro che permetteva di acquisire conoscenze specifiche. Erano privilegiati che spesso ricoprivano ruoli a livello politico e sociale.
Col tempo, lo studio e la conoscenza sono diventati potenti strumenti per migliorare la propria situazione nel mondo. Studiare era un privilegio che sempre più persone volevano condividere. Qualcuno ha cominciato addirittura a pensare e a dire che studiare, che andare a scuola quindi, era un diritto per tutti.
E' così che si è arrivati a fare delle vere e proprie leggi che hanno reso la scuola "OBBLIGATORIA". In modo da non lasciare nessuno senza questa grande opportunità.
La scuola quindi è diventata un diritto per sé e un dovere verso il proprio Paese.
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